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ItaliaOggi
Numero 169
pag. 4 del 18/7/2009
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Polizia e parà, tutto da rifare sugli armamenti
di Piero Laporta prlprt@gmail.com
La cronaca costringe a riflettere sulla sicurezza, mentre i nodi vengono inesorabilmente al pettine. Un picchetto della brigata paracadutisti Folgore ha reso onore a Ciampino, sulle note del Silenzio, alla salma del primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio, morto martedì in un attentato a circa 50 km a nordest di Farah in Afghanistan. Se la procura militare di Roma avesse un po' di coerenza, dovrebbe aprire un fascicolo a carico di coloro che hanno più volte autonomamente tagliato gli investimenti delle spese militari. Così gli italiani sono andati in guerra solo con i Lince, mezzi appena sufficienti, mentre avrebbero dovuto avere almeno la tecnologia statunitense, inglese o, meglio ancora, israeliana. Il soldato italiano può esigere una mitragliera governata dall'interno del carro senza esporsi alle esplosioni? Certo. Anzi poiché tale tecnologia è alla portata di tutti, i comandanti operativi avrebbero dovuto di rifiutarsi di far correre simili inutili rischi ai loro soldati, senza mezzi adeguati. In tal modo, infatti, incorrono nelle medesime previsioni poste a base per l'imputazione in capo ai comandanti operativi a Nassiryra, ai quali la procura militare, senza alcuna obiezione del ministro della difesa, ha imputato la negligenza sulla base dell'art. 40 ultimo comma, del codice penale ordinario:»Non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo». Il paradosso del processo ai comandanti di Nassirya si muta in una domanda per i comandanti di oggi: non avevano l'obbligo di impedire la morte di Di Lisio con una torretta automatizzata? Nel frattempo altre sentenze vengono commentate. «Ora vedrete la nostra giustizia. Vigliacchi, senza pistola non contate niente». Queste pacate parole hanno commentato la sentenza con la quale il tribunale di Arezzo a inflitto sei anni a Luigi Spaccatorella, per l'omicidio colposo di Gabriele Sandri, il tifoso laziale sodale di quelli che hanno commentato in quel modo la sentenza. «Troppe parole sono già state spese, sarebbe il momento della rivoluzione!» conclude un altro pacato signore. C'è da congratularsi per il coraggio dei giudici aretini, che non si sono lasciati condizionare da chi sarebbe stato soddisfatto da una condanna che spesso neppure ai terroristi più efferati è mai stata irrogata e tanto meno scontata. Diceva Winston Churchill che siamo uno strano popolo perché andiamo alla guerra come a una partita di calcio e giochiamo al pallone come fosse una guerra. La guerra l'abbiamo chiamata ”operazione di pace” e lasciamo che se la sbrighino i malcapitati del momento con le fantasie della procura militare. In quanto al calcio, le violenze dell'11 novembre 2007 raccontano che razza di persone devono affrontare tutte le sante domeniche i Luigi Spaccatorella per il favoloso compenso di 1957,35 euro mensili. Ha il diritto di sbagliare, Luigi Spaccatorella? Sarebbe meglio di no, ma se sbaglia, se perde la testa, se spara un colpo con un'arma da guerra, com'è possibile imputarlo di omicidio volontario? Abbiamo appena visto uno stupratore assolto, anzi non processato affatto perché nel momento in cui infieriva sulle sue vittime non era in condizione di intendere e di volere. La domanda da porre sarebbe invece: perché Luigi Spaccatorella fa il poliziotto con un'arma, la beretta calibro 9, modello 92, che ti ammazza a centinaia di metri? Non sarebbe sufficiente un'arma più adatta alle città? Già ma poi un altro chiederebbe come mai, nel paese che ha più polizia al mondo, abbiamo messo i soldati in strada con armi da guerra e, come non bastasse, ancora più micidiali della Beretta calibro 9. E a me, direbbe Alessandro Di Lisio, proprio a me dovevate dare qualcosa di meno? La risposta al ministero dell'economia che sul bilancio della difesa ha potere incontrollato.
Inviato il: 22/08/2009 14.48
Da: mauri
La Repubblica delle bananeMi rendo conto che tutto è possibile in questo paese...pazzi criminali in permesso premio che continuano a delinquere...onesti cittadini dietro le sbarre per errori e magagne giudiziarie....ricchi Signori poveri....poveri che pagano anche per loro...le forze di polizia che hanno le mani legate e si continua a legiferare come se nulla fosse in una anomia legislativa abnorme e inutile...in compenso ci illudiamo con il superenalotto e non vediamo che noi siamo fuori da questa unione europea in quanto qui tutto è illegale ma lo stesso può diventare in un attimo legale. Mi vergogno mio per le parole pronunciate contro Spaccarotella da individui...che hanno solo sete di vendetta e volontà di mettere in croce il primo che capita, pur di denigrare questo stato...ma lo stato non siamo noi???chi ci governa non ha a cuore gli italiani o almeno li pensa ogni 5 anni per il resto solo propaganda e false promesse...vedi la legge sulla polizia municipale arenata chissà in quale cassetto....
Inviato il: 20/07/2009 15.16
Da: mrmed
LeghistiParlando della Lega, il computer si è mangiato qualche parola, chissà perché. Parlando di "levatura politica e" il computer computer si è mangiato la parola "civica" (venite a vedere come sono bene aministrati i comuni leghisti, che rispetto del cittadino vige in quelle contrade e come sono contenti del loro lavoro e staus gl’impiegati, spesso medionali, che lavorano in quei comuni). Non fatevi fuorviare da "coreografie e sparate immaginate solo per "fidelizzare" (ora si direbbe così) l’elettorato duro delle valli bergamasche" (altra frase mangiata dal computer). Auguratevi, anzi, di vedere presto Bossi ministro della Difesa: forse Alessandro Di Lisio ora sarebbe vivo. E, da radicale, quasi quasi mi spiace dirlo.
Inviato il: 20/07/2009 14.58
Da: mrmed
"..Questo tuttavia non giustifica il mandare a combattere i nostri soldati con tecnologie vecchie.."Sacrosanto, ci mancherebbe: la morte del primo caporal maggiore urla vendetta al cospetto di Dio, se esiste. Il nostro ministro della Difesa fa l’avvocato: chissà, magari anche agli azzeccagarbugli resta un briciolo di cosienza e magari questa riesce anche a rodergli un poco; ma non ci credo molto, considerata la modesta levatura del personaggio. Perché un altro dei problemi è proprio questo: le "missioni di pace" sono state un espediente molto a buon mercato per una classe politica d’incredibile provincialismo e doti intellettuali anche più squallide per credere di conquistarsi un rango internazionale e un ruolo da "leader" (l’abuso di questa parola inglese è uno dei segni più sicuri del dilagante provincialismo accoppiato a mezzi intellettuali ridotti, non vi pare?). Anche Cavour mandò a morire i bersaglieri in Crimea per favorire l’espansione del Piemonte; ma voi vedete un Cavour all’orizzonte o nel nostro recente passato? Credo proprio che non vedremo mai navi ba battaglia intitolate ai nostri ministri della Difesa. Inizio proprio a pensare che sia il tempo di chiudere il periodo delle nostre "missioni di pace": non per colpa dei nostri militari, sia ben chiaro, che si sono comportati magnificamente e con fantastica professionalità onorando se stessi e l’Italia, ma per colpa di una classe politica cialtrona e spaventosamente provinciale. Pensavano che le "missioni di pace" fossero solo prestigio a buon mercato: invece occorre chiamarle col loro nome: guerra, sfortunatamente necessaria per evitare guai peggiori. Ma la guerra è una cosa troppo importante per lasciarla guidare da provincialotti che ambiscono solo a un invito su qualche terrazza romana o milanese. PS. Attenzione a non farvi traviare da facili giudizi sui leghisti. La loro levatura politica e, lasciatemelo dire (Piero e i miei amici sanno che sono radicale), è mediamente eccezionale. Credetemi, sono molto più pro-Italiani di moltissimi frequentatori di terrazze alla ricerca solo di un microfono televisivo. Coi risultati che piangiamo.
Inviato il: 19/07/2009 15.58
Da: grigioverde
Se Larussa si fa fregare da TremontiTremonti fa il bilancio della difesa, lo fa lui non Larussa, ma questo non scusa il ministro della difesa, anzi è un’aggravante. Quando morì il maresciallo Cola, colpito da un cecchino mentre pattugliava affacciato dall’elicottero, un mese prima non avevano mandato i Mangusta perché la Lega e Tremonti avevano deciso che costavano troppo. Sono d’accordo: questo Larussa farà la fine di Martino
Inviato il: 19/07/2009 15.25
Da: francescob339
C’è una grande confusioneNon sono d’accordo almeno in parte con mrmed. Abbiamo un debito publico spaventoso, è vero. Questo tuttavia non giustifica il mandare a combattere i nostri soldati con tecnologie vecchie. Neppure giustifica la scarsa preparazione delle nostre polizie: quello che spara da un lato alla’altro dell’autostrada ma anche quello, come è successo l’altro giorno, che affronta un pazzo armato di fucile senza neppure mettere un giubbotto antiproiettile. Dopo che quello ha ammazzato il carabiniere hanno mandato i GIS, contro un ottuagenario. E La Russa che continua a dire faremo faremo ma intanto i soldati muoiono e vengono feriti mentre sarebbe evitabile. La Russa è sulla buona strada per fare la stessa fine di Martino: dimenticato senza rimpianti.
Inviato il: 18/07/2009 20.22
Da: mrmed
Dimenticavo...Recitiamo tutti in cuor nostro una preghiera, magari laica se non crediamo, per il primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio. E’ probabile che vi fossero anche motivi economici nella sua scelta di "vie militaire", ma almeno lui credeva ancora in un destino futuro.
Inviato il: 18/07/2009 20.14
Da: mrmed
"...La risposta al ministero dell’economia, ecc..."Articolo molto bello, che significa ben soprattutto argomentato e scritto con chiarezza; però non mi convince l’ultima frase. Sono solo un povero medico e forse mi sfugge qualcosa: posso essere d’accordo che il ministro dell’economia abbia un potere incontrollato sul bilancio della difesa, come d’altra parte l’ha sul bilancio degli altri ministeri, ma qualcuno ricorda che avremo un debito pubblico al 115% del PIL nel 2009? Il 115%, quando le regole di Maastricht imporrebbero il 60% e mentre il Belgio, che anni fa veleggiava oltre il 120% ha oggi un bilancio pubblico risanato e vicino al criterio di Maastricht.. Il problema vero è la spaventosa decadenza di questo paese: quell’assenza di prospettive che induce un’altissima percentuale dei laureati con il massimo dei voti, cioè il nostro futuro come possibilità di restare una nazione avanzata (a parte l’investimento per formarli), a fuggire all’estero (vedasi Corsera di ieri); e il suo contraltare, il fatto che persino la Grecia ci ha superato come reddito pro-capite normalizzato per il potere d’acquisto (sempre Corsera di ieri, se non ricordo male). La Grecia, dico, senza parlare dell’incubo Mezzogiorno, ecc. Io ho 54 anni e sono indeciso tra due proposte di lavoro: una qui a Milano e una a Zurigo. Personalmente opterei per Zurigo perché sono stufo di tanta spaventosa decadenza e di un paese bloccato da quindici anni (abbiamo perso 12 punti di PIL di mancata crescita rispetto alle altre nazioni dell’Unione Europea negli ultimi dieci anni), ma forse resterò a Milano per ragioni familiari. Tremonti cerca solo di tenere la barra in un paese che sta spegnendosi, che chiama la guerra "missioni di pace" (è già un miracolo che partecipi, la guerra è talora necessaria) e non trova la forza di reagire, indipendentemente da chi governa.
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