ItaliaOggi
Numero 181  pag. 2 del 31/7/2010 | Indietro
I COMMENTI
Il caso del giorno

Il cardinale Zen contro 30 Giorni il mensile diretto da Giulio Andreotti

 di Andrea Bevilacqua 

È arrivata dalla Cina una dura reprimenda a «30 Giorni» il mensile diretto da Giulio Andreotti. La missiva è firmata dal cardinale Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong ed è stata pubblicata su Asianews. Perché il cardinale Zen ce l'ha con «30 Giorni»? Per le interpretazioni troppo ottimistiche che il mensile riserva alla situazione della chiesa cattolica in Cina, per aver sostenuto che le recenti nomine di vescovi nel paese siano state approvate sia dalla chiesa di Roma che dalle autorità di Pechino. Zen nega che le nomine siano frutto di un accordo tra Roma e Pechino. Piuttosto, dice, sono il risultato di un «tiro alla fune», nel quale le autorità cinesi continuano a fare pressione sulla Santa Sede, per spuntare candidati docili a loro. Ma soprattutto, il cardinale mette in guardia dal pericolo rappresentato dall'incombente «Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi», che definisce «una vera e propria farsa di governo democratico della chiesa», volta a dividere invece che a unire. E si chiede: «Dopo le chiare dichiarazioni del Santo Padre nella sua lettera alla chiesa in Cina sulla natura apostolica della chiesa, come possono i vescovi ancora prestarsi a questo gioco che copre la loro schiavitù? Non sentono il rimprovero della coscienza? Credono che i fedeli potranno accettare nei loro vescovi simile atto di incoerenza con il loro stato di comunione col Santo Padre»? In sostanza la tesi di Zen è una: c'è ancora parecchia strada da compiere per i rapporti fra Pechino e la Santa Sede sulle nomine dei vescovi, frutti non di un «accordo», ma di «un tiro alla fune». Nel 2005 tutti i nuovi vescovi furono ordinati con l'approvazione sia del Papa che delle autorità cinesi. Nel 2006, invece, in reazione alla nomina a cardinale del vescovo di Hong Kong Giuseppe Zen Zekiun, nomina giudicata ostile da Pechino, il governo cinese riprese a ordinare vescovi privi del mandato del Papa. Nel 2007, l'anno della lettera di Benedetto XVI ai cattolici della Cina, di nuovo i vescovi furono consacrati con l'approvazione di Roma. Ma dal dicembre del 2007 tutto si bloccò. E non ci fu più nessuna nuova ordinazione, nonostante sia molto elevato in Cina il numero delle diocesi vacanti. © Riproduzione riservata




Gli Articoli piu' letti
Gli Articoli piu' commentati
Gli Articoli piu' votati
Norme | Help | Faq | Contattaci | Note sull'utilizzo dei dati
ItaliaOggi online© ItaliaOggi Partita IVA 08931330156